27 set 2017

Caravaggio repliche o copie? Intervista a Marco Cardinali e Maria Beatrice De Ruggieri

Apre a Milano, a cura di Rossella Vodret, la mostra Dentro Caravaggio, ideale proseguimento del volume Caravaggio Opere a Roma (Silvana ed.) incentrato sulla tecnica stilistica e sulle indagini diagnostiche di opere romane di Caravaggio, cui Beatrice de Ruggieri e Marco Cardinali furono coautori. Questa conversazione con loro ripropone il problema dell’importanza - ancora poco stimata in Italia - delle indagini scientifiche come supporto al lavoro dello storico dell’arte.


1D- Vorrei chiedervi innanzitutto come nasce il vostro interesse per questa particolare disciplina della diagnostica applicata alle opere d’arte, sulla quale avete sviluppato competenze che vi sono riconosciute a livello internazionale. 
R- Beatrice: Nasce inizialmente grazie a Corrado Maltese, un vero maestro, un’autentica punta intellettuale del suo tempo, appassionato di questo indirizzo di studi; poi con le esperienze in ambito universitario quando si verificavano i prototipi introdotti da Sebastiano Sciuti, noto fisico e scienziato, per rendere portatile la fluorescenza dei raggi X; in seguito, con la specializzazione post laurea a Siena; così, mano a mano abbiamo acquisito la consapevolezza delle profonde radici culturali di questi interessi e dell’importanza fondamentale di questo metodo di lavoro che è divenuto per noi il modo di fare storia dell’arte. 
R- Marco: Aggiungo che la nostra prospettiva è completamente dentro la storia dell’arte e non nasce per chissà quale forte passione verso la tecnologia; quello che dobbiamo al nostro maestro –da cui, come solitamente è nell’ordine delle cose, ci siamo via via differenziati- è sostanzialmente l’abbrivio che è stato di carattere semiologico, cioè lo studio dei segni interni alle opere d’arte, strutture dotate di materia e di contenuto espressivo in funzione delle scelte tecniche e materiali di un artista. 

2D- Tra poco approfondiremo questo discorso sulle tecniche e sui materiali, ma intanto vi chiederei un aggiornamento sugli ultimi strumenti e sui più recenti metodi d’indagine diagnostica applicata alle opere d’arte. Si parla di imaging di MA-XRF, ecc , come lo spieghereste ad un lettore di About Art amante delle belle arti ma magari non addetto ai lavori. 
M– La domanda è importante. Credo di poter dire che da questo punto di vista, circa gli strumenti e i metodi di analisi, ci troviamo ad un punto che rappresenta una grande occasione per gli studiosi e in particolare per gli storici dell’arte; in effetti, alle indagini diagnostiche viene ora riconosciuto un ruolo significativo anche da parte di storici dell’arte meno propensi ad accogliere il contributo della tecnologia. A mio avviso ciò è dovuto alla recente grande spinta delle tecniche di imaging, in grado di produrre immagini dotate di una sorta di capacità sintetica sia nel senso formale che caratteristico, cioè analitico. Mi spiego meglio: la scansione MA-XRF, che noi abbiamo avuto possibilità di sperimentare, è un’analisi che ci consente di acquisire informazioni analitiche circa la presenza di un elemento attraverso la sua distribuzione formale, descrivendo le pennellate in cui è contenuto; per cui ad esempio è possibile rilevare un determinato metodo nella stesura di un pigmento, che viene individuato non solo da un’analisi chimica bensì descritto nel suo impiego figurativo. E’ evidente allora che nello studio di un dipinto stile e procedimento tecnico formano un binomio inscindibile. 
B– Interessante è anche il fatto che le indagini di imaging, come la radiografia o l’ultravioletto, sono di tipo qualitativo, invece con alcune delle analisi recentemente introdotte si arriva perfino ad avere informazioni sulla forma cristallina di un composto senza fare prelievi ed ottenendo dati di notevole rilievo scientifico ...


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26 set 2017

Intervista a Claudio Falcucci, coordinatore della sezione diagnostica della mostra "Dentro Caravaggio"



Claudio Falcucci, ingegnere nucleare, si occupa da più di 25 anni dell'applicazione delle tecniche scientifiche allo studio e alla conservazione dei Beni Culturali. In questi 25 anni ha sottoposto a indagine diagnostica un gran numero di dipinti antichi, compresi alcuni fra i maggiori capolavori dell’arte italiana e straniera. Conosciuto e chiamato a collaborare da tutti i musei del mondo è ritenuto uno dei più grandi esperti in materia di diagnostica applicata alle Belle Arti

- "Ingegnere vorremmo iniziare l’intervista per farla conoscere meglio al nostro pubblico con questa domanda: Lei lavora da ingegnere ai beni culturali e non è uno storico dell’arte. Qualcuno che rimane scontento del Suo lavoro ogni tanto glielo fa pesare. Faccia finta di essere sdraiato nello studio di un analista e che la risposta che sta per dare non la sentirà nessuno"-. 
Bisognerebbe per prima cosa trovare un posto libero sull’affollato lettino dell’analista… Scherzi a parte, credo che il mondo dell’arte abbia nel tempo imparato ad avvalersi di professionalità differenti. L’opera d’arte (almeno le opere che lei ha prima definito “antiche”) è innanzi tutto materia, che si presenta contemporaneamente come struttura e come aspetto, con due accezioni ancora più inseparabili di quanto non siano il recto ed il verso di una medaglia. Non sono parole mie, ma di uno storico dell’arte, anzi forse dell’unico storico dell’arte che nessuno si permette di contestare, Cesare Brandi. Gli studi di questi aspetti, inevitabilmente, richiedono approcci metodologici allo stesso tempo differenti e coordinati che, salvo casi realmente eccezionali, possono essere seguiti solo da persone differenti, con menti, mentalità e formazioni differenti. Lo storico dell’arte, insomma, non può più logicamente pretendere di essere l’unico attore in campo. Il restauratore, figura professionale eternamente in bilico tra quella dell’artigiano, dello scienziato e del conoscitore è sicuramente un altro degli attori necessari, come chi per formazione e per vocazione indaga l’opera nella sua struttura materica, sfruttando le metodologie scientifiche a disposizione. Ovviamente, le differenti competenze devono necessariamente e continuamente confrontarsi tra di loro, con la coscienza che ognuno costituisce solo un piccolo ingranaggio di una macchina molto grande e complessa. Solo il continuo scambio di informazioni e il confronto tra i diversi punti di vista consente di ottenere un effettivo incremento delle conoscenze, sulla singola opera e sull’artista che l’ha prodotta. Oltre a queste professionalità, sempre più di frequente si sente la necessità di coinvolgere nelle ricerche altre figure, più idonee dello storico dell’arte, del restauratore e dello scienziato ad affrontare determinati aspetti. Ad esempio, nell’interpretazione di atti processuali del XVII secolo, è forse difficile prescindere dal contributo di persone di legge, nello studio dell’abbigliamento o delle armi raffigurate in un dipinto è impensabile prescindere dal contributo degli studiosi di storia del costume o di storia delle armi. Sono fermamente convinto che la guida di tutte le ricerche debba essere affidata allo storico dell’arte, il solo culturalmente in grado di vedere questo problema nella sua complessità, ma che come ogni bravo coordinatore deve essere in grado di porre tutti i componenti del gruppo di ricerca in grado di lavorare nel migliore dei modi, senza sperperare informazioni potenzialmente preziose solo perché prodotte da filoni di ricerca poco affini alle sue conoscenze o negarne i risultati solo perché non in linea con le proprie attese. 

-"In questi lunghi 25 anni quale è il suo bilancio della scienza tecnologica in materia diagnostica che avanza. Siamo riusciti a sapere di più sulla tecnica esecutiva di Caravaggio? Quali sono gli errori interpretativi tra vecchia e nuova diagnostica. Per diversi anni si è sostenuto ad esempio che Caravaggio non disegnasse."- 
Fortunatamente in 25 anni non sono stato costretto ad occuparmi solo di Caravaggio, altrimenti non potrei più alzarmi dal lettino dell’analista di cui parlavamo prima. Il generale avanzamento delle conoscenze nell’ambito dei Beni Culturali prodotto dall’applicazione dei metodi scientifici è stato decisamente rilevante, si pensi ad esempio alla determinazione di molti processi di degrado delle opere, alle nuove tecniche di consolidamento e pulitura frutto del confronto tra scienziati e restauratori. Tornando a Caravaggio e alla sua tecnica, indubbiamente oggi sappiamo molto più di trenta anni fa di come egli dipingesse. Ricordo che durante le prime analisi che ho condotto sulle sue opere, durante la grande mostra del 1991/92 curata da Mina Gregori, la frase ricorrente era: “è inutile puntare la telecamera IR sui dipinti di Caravaggio, tanto non c’è disegno preparatorio: lo sappiamo perché lo scrive Bellori”. Oggi facciamo l’elenco dei dipinti di Caravaggio in cui è stata riscontrata la presenza di disegno preparatorio e ci permettiamo di reinterpretare le parole di Bellori, dicendo che quando scrive che Caravaggio è un pittore povero di disegno non si riferisce al fatto che le sue opere non fossero disegnate, ma che fosse un pittore un po’ misero dal punto di vista dell’invenzione della composizione, giudizio del tutto personale ed estraneo agli aspetti tecnici. Altre convinzioni sono radicalmente mutate nel corso del tempo, le famigerate incisioni che anni fa erano considerate come un tratto unico e distintivo dell’opera di Caravaggio sono oggi ricondotte ad un ruolo molto più limitato e, soprattutto, non esclusivo del pittore lombardo, le modifiche compositive (quelle che normalmente vengono indicate con il nome di “pentimenti”) che sembravano una cifra stilistica di Caravaggio sono oggi molto ridimensionate e, ovviamente, non più considerate una esclusiva del Merisi. Certamente oggi abbiamo idee più chiare di come Caravaggio realizzasse le sue opere, ma il vero avanzamento scientifico della ricerca è nella presa di coscienza che non esiste una chiave di lettura unica per i singoli aspetti di tecnica esecutiva, che esistono eccezioni e che sicuramente esistono altri accorgimenti che il pittore metteva in pratica e che noi non abbiamo ancora considerato. L’avanzamento consiste nel fatto che oggi sappiamo di non sapere… 

-"Quali novità gli appassionati del Merisi e il pubblico troveranno in questa mostra a Palazzo Reale."- 
Molte novità circa la genesi delle singole opere in mostra, qualche nuova ipotesi sulla tecnica pittorica, ma per ora non posso entrare nei dettagli


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Caravaggio. La luce e le tenebre, presentazione del libro di Luca Frigerio

Chi ammira oggi i dipinti di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (1571-1610) scopre una pittura impastata di colore e di sangue, ma anche di lacrime e di risate, di cielo e di terra. Ne intuisce il disagio esistenziale insieme alla gioia di vivere. Ne coglie l’esuberante carnalità accanto alla spiritualità più elevata. L’abisso del peccato sovrastato dal vertice della redenzione. 

Al contrario di chi continua a sostenere che Caravaggio sia stato un ateo o un miscredente, lo scrittore e giornalista Luca Frigerio, autore del libro "Caravaggio. La luce e le tenebre" (Àncora Editrice), invita a scoprire la straordinaria spiritualità che promana da capolavori come la Vocazione di Matteo, L’incredulità di Tommaso, la Madonna dei pellegrini, per non citarne che alcuni. 

Se ne parla venerdì 29 settembre, giorno di nascita ..... CONTINUA A LEGGERE SU MENTELOCALEMILANO

25 set 2017

Caravaggio, copia Natività rubata dalla mafia in dono a Papa Francesco (da fanpage.it)

Il dipinto, sottratto nel 1969 in Sicilia dalla mafia e mai più ritrovato, entra nel dibattito sull’approvazione del codice antimafia in discussione in parlamento. Papa Francesco: “Beni confiscati palestre di vita”.

La copia della Natività del Caravaggio, rubata dalla mafia nel 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo e mai più ritrovata, è stata donata a Papa Bergoglio dalla commissione parlamentare antimafia presieduta da Rosy Bindi. La parlamentare italiana ha voluto portarla in dono a Francesco come regalo simbolico, nel promuovere un supplemento di indagine sulla vicenda avvolta nel mistero, per evidenziare la prima volta di una udienza in Vaticano per affrontare le questioni della criminalità organizzata, della corruzione, dei beni confiscati alla mafia.

Nei giorni in cui la Camera si prepara a dare il via libero definitivo al Codice antimafia e c’è uno scontro politico ..... CONTINUA A LEGGERE SU FANPAGE.IT

22 set 2017

"Caravaggio. L'anima e il sangue": la vita dell'artista in un film (da SKY.IT)

Uno degli artisti più amati e controversi di sempre è al centro del nuovo film d’arte prodotto da Sky e Magnitudo Film. La pellicola raggiungerà le sale cinematografiche italiane nei primi mesi del 2018.

Si intitolerà "Caravaggio. L’Anima e il Sangue" l’opera cinematografica di cui Sky e Magnitudo Film hanno annunciato la produzione. Distribuita da Nexo Digital, la pellicola debutterà sui grandi schermi italiani all’inizio del 2018, per poi essere trasmessa da Sky e raggiungere i cinema internazionali. 

Un’accurata ricerca storica e uno studio approfondito dei documenti e delle testimonianze sono gli aspetti cardine di un vero e proprio viaggio attraverso la vita, le opere e i tormenti di Michelangelo Merisi da Caravaggio, artista geniale e contraddittorio, che più di ogni altro ha raccolto in sé genio e sregolatezza, dando origine a opere sublimi. 

Grazie alla consulenza scientifica del professor Claudio Strinati, storico dell’arte esperto di Caravaggio, il film descriverà l’artista in relazione alle sue opere, offrendo al pubblico un excursus narrativo fra i luoghi in cui il pittore ha vissuto e quelli che ne custodiscono i capolavori, da Milano a Firenze, da Roma a Napoli fino a Malta. 

Passione, dolore, inquietudine e spiritualità sono solo alcune delle emozioni che scaturiscono dalle opere di Caravaggio e che innervano la digressione artistica introdotta da scene fotografiche e simboliche ambientate in epoca attuale. Le scene saranno accompagnate da monologhi evocativi fuori campo, in cui la voce di Caravaggio guide ..... CONTINUA A LEGGERE SU SKY.IT

20 set 2017

"Il colore del sole" di Andrea Camilleri, ispirato a Caravaggio va in scena al Festival Pergolesi Spontini

Il 17 settembre, al Festival Pergolesi Spontini è andato in scena per la prima volta l'atto unico tratto dal libro di Andrea Camilleri, "Il colore del sole" dove l'autore racconta di aver avuto tra le mani in circostanze misteriose il diario di Caravaggio e da cui ha copiato alcune, preziose pagine ....

Riportiamo qui di seguito l'interessante recensione di Lucia Fava pubblicata sul Giornale della Musica:

"Appuntamento di richiamo del festival è stata poi la prima esecuzione assoluta dell’opera in un atto Il colore del sole, musica di Lucio Gregoretti su libretto liberamente tratto da un romanzo di Andrea Camilleri. Il plot è giustificato dalla proiezione prima dell’inizio di una video intervista di Ugo Gregoretti a Camilleri, dove lo scrittore crea la finzione letteraria che dà corpo all’opera: il ritrovamento di un diario sconosciuto di Caravaggio, dove con un rude linguaggio seicentesco l’artista di proprio pugno lascia memoria delle vicende dell’estate del 1607. 
In fuga tra la Sicilia e Malta, inseguito dai sicari dei Cavalieri di Malta, a cui apparteneva, e dalle guardie papali per un delitto commesso anni prima e a causa del quale è stato condannato a morte, Caravaggio è anche perseguitato da mille ossessioni e affetto da una sorta di fotofobia che gli fa vedere il sole nero, e che gli è stata provocata dalla pozione di una prostituta sua amica. La fantasia di Camilleri spiega in questo modo la particolare luce, e la eccezionale presenza dell’ombra nei dipinti dell’artista. 
La pièce di Gregoretti ha la forma del melologo, con il bravissimo Massimo Odierna che recita nelle vesti del protagonista dando voce al (falso) diario; gli altri personaggi non appaiono in scena ma soltanto......CONTINUA A LEGGERE LA RECENSIONE SU "IL GIORNALE DELLA MUSICA"

16 set 2017

Milano, dal 29 settembre al 28 gennaio 2017: Mostra "DENTRO CARAVAGGIO", diciotto capolavori di Caravaggio per la prima volta riuniti tutti insieme


Milano torna a omaggiare il grande artista con la mostra "Dentro Caravaggio", che presenta diciotto capolavori del Maestro riuniti per la prima volta tutti insieme. Un'esposizione unica non solo perché presenterà al pubblico opere provenienti dai maggiori musei italiani e da altrettanto importanti musei stranieri ma perché, per la prima volta le tele di Caravaggio saranno affiancate dalle rispettive immagini radiografiche che consentiranno al pubblico di seguire e scoprire, attraverso un uso innovativo degli apparati multimediali, il percorso dell’artista dal suo pensiero iniziale fino alla realizzazione finale dell’opera

La mostra è curata da Rossella Vodret, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico presieduto da Keith Christiansen e vuole raccontare da una prospettiva nuova gli anni della straordinaria produzione artistica di Caravaggio, attraverso due fondamentali chiavi di lettura: le indagini diagnostiche e le nuove ricerche documentarie che hanno portato a una rivisitazione della cronologia delle opere giovanili, grazie appunto sia alle nuove date emerse dai documenti, sia ai risultati delle analisi scientifiche, da diversi anni la nuova frontiera della ricerca per la storia dell’arte come per il restauro. 

Saranno così presenti in mostra anche alcuni selezionati documenti, provenienti dall’Archivio di Stato di Roma e di Siena relativi alla vicenda umana e artistica di Caravaggio, che hanno cambiato profondamente la cronologia dei primi anni romani e creato misteriosi vuoti nella sua attività. Mancano, infatti, notizie tra la fine del suo apprendistato presso Simone Peterzano nel 1588 e il 1592 quando compare a Milano in un atto notarile. Così come l’arrivo a Roma è documentato solo all’inizio del 1596 e dunque rimane misteriosa la sua vicenda in questi otto anni, non pochi per un pittore che ha lavorato in tutto meno di quindici anni. 

Tra i musei e le collezioni italiane che partecipano alla mostra ricordiamo: Galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti e Fondazione Longhi, Firenze; Galleria Doria Pamphilj, Musei Capitolini, Galleria Nazionale d’Arte Antica-Palazzo Corsini, Galleria Nazionale d’Arte Antica-Palazzo Barberini, Roma; Museo Civico, Cremona; Banca Popolare di Vicenza; Museo e Real Bosco di Capodimonte e Gallerie d’Italia Palazzo Zevallos, Napoli. 

Tra i prestiti più prestigiosi dall'estero: Sacra famiglia con San Giovannino (1604-1605) dal Metropolitan Museum of Art, New York; Salomé con la testa del Battista (1607 o 1610) dalla National Gallery, Londra; San Francesco in estasi (c.1597) dal Wadsworth Atheneum of Art di Hartford; Marta e Maddalena (1598) dal Detroit Institute of Arts; San Giovanni Battista (c.1603) dal Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City; San Girolamo (1605-1606) dal Museo Montserrat, Barcellona.

13 set 2017

Presentato alla Galleria Borghese il centro di ricerca “Caravaggio Research”



“Nell’iniziativa di oggi si ritrovano due motivi di orgoglio: il primo è la riforma del sistema museale, che ha cambiato profondamente i musei avvicinandoli agli standard internazionali. Il secondo motivo di orgoglio è il superamento della barriera che c’era tra pubblico e privato: le norme introdotte, come l’art bonus (che in tre anni ha raccolto oltre 170 milioni), hanno superato quella barriera permettendo collaborazioni che, in particolare nel settore museale, possono dare frutti straordinari”. Lo ha dichiarato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, intervenuto all’annuncio della partnership triennale tra Fendi e la Galleria Borghese per la costituzione del centro di ricerca “Caravaggio Research”. Il numero uno di piazza del Collegio Romano ha quindi lanciato un appello “ai tanti musei e alle tante imprese importanti: copiate da Fendi e dalla Galleria Borghese”. 
Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre al ministro, Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese e Pietro Beccari, Presidente e Amministratore Delegato di Fendi. 

Coliva: ricerca e studio sono i compiti più importanti per un museo 
“L’accordo raggiunto è un traguardo importantissimo”, ha commentato la direttrice della Galleria Borghese. “L’autonomia data dalla riforma ci permetterà di affrontare il compito più importante di un museo, ovvero quello della conoscenza. Il valore della cultura è infatti anche dato dalla ricerca e dagli studi, come dimostra il caso di Caravaggio”. Il Caravaggio Research “è un progetto ambizioso che vuole reintrodurre nei musei la ricerca più avanzata per farne dei produttori di cultura e non dei mostrifici. Siamo orgogliosi che un così innovativo e non facile progetto abbia avuto la fiducia di una grande azienda come Fendi; proprio perché Fendi è un’impresa che ha basato la sua eccellenza sulla ricerca delle tecniche e dei materiali”, ha concluso Coliva [...]

Il progetto “Caravaggio Research” 
Il progetto presentato questa mattina prevede la costituzione del centro di ricerca Caravaggio Research, che verrà promosso e divulgato attraverso un programma espositivo internazionale sull’artista, da Los Angeles all’Estremo Oriente, e il sostegno per tre anni consecutivi alle mostre che avranno luogo presso la Galleria Borghese. Presso la Galleria Borghese verrà costituito un centro di studi, diagnostica e ricerca storico-artistica su Caravaggio e sulla sua opera, che sia il più completo esistente così da proporsi come il riferimento primario per la ricerca caravaggesca a livello mondiale. Il progetto si completa con la creazione di una piattaforma digitale che rappresenti la più esaustiva banca dati online relativa al Caravaggio, per informazioni e aggiornamenti bibliografici, documentari, archivistici, filologici, storiografici, iconografici, dotata di un corredo diagnostico in forma digitale. Per divulgare tale progetto innovativo di ricerca, la Galleria Borghese e Fendi hanno concepito un programma espositivo sull’artista che approderà, nel corso di tre anni, in luoghi di massima importanza ed eccellenza: dai riflettori prestigiosi degli Stati Uniti alle latitudini estreme dell’Oriente asiatico. 

Prima tappa al Getty Museum di Los Angeles 
La prima tappa della mostra sarà a novembre 2017 al Getty Museum di Los Angeles, istituzione di grande prestigio per l’orientamento della cultura in un continente che guarda al futuro ma possiede un legame profondo con le proprie radici europee. A partire dal 21 novembre il Getty Museum ospiterà infatti per la prima volta tre opere di Caravaggio provenienti dalla Galleria Borghese: il San Girolamo, il Giovane con canestro di frutta e il David con la testa di Golia [...]


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06 set 2017

Disponibile la rassegna stampa della mostra "Caravaggio nel patrimonio del FEC. Il Doppio e la Copia"



Ora disponibile integralmente, a cura dell'Ufficio stampa Maria Bonmassar, la rassegna stampa della mostra Caravaggio nel patrimonio del Fondo Edifici di Culto. Il Doppio e la Copia, che ha visto l'esposizione e la presentazione di novità riguardanti la Flagellazione di Cristo di Capodimonte e il San Francesco in meditazione.


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04 set 2017

"Intorno alle 'parole siciliane' di Caravaggio", un articolo di Alvise Spadaro su Agorà



Disponibile nella sezione Biblioteca on line di Caravaggio400 l'articolo Intorno alle “parole siciliane” di Caravaggio di Alvise Spadaro, pubblicato nel numero 60/2017 della rivista Agorà.
L'articolo prende le mosse da una frase pronunciata a Siracusa da Caravaggio, riportata da Ippolito Falcone, il quale non avrebbe accettato di dipingere un gruppo di angeli nel campo alto del Seppellimento di Santa Lucia ("Non havendone mai veduti, non sò ritrarli", avrebbe esclamato).
Così lo studioso conclude il suo contributo:
"Che Caravaggio in Sicilia non avrebbe voluto più dipingere angeli, sarebbe un piccolo contributo a dover attribuire la Natività con i santi Lorenzo e Francesco al periodo romano, invece che a un non documentato, ma non improbabile, breve soggiorno palermitano".


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01 set 2017

Presentazione de "Il vendicatore oscuro" di Annalisa Stancanelli, il 21 settembre presso la Camera dei Deputati



Presentazione del romanzo "Il vendicatore oscuro" di Annalisa Stancanelli

21 settembre ore 10, presso la Camera dei Deputati
Sala Salvadori Palazzo dei Gruppi - via degli Uffici del Vicario 21, Roma

Interverranno
Sofia Amoddio, onorevole Avvocato
Salvatore Santuccio, Società di Storia Patria Siracusana
Rita Charbonnier, scrittrice

Sarà presente l'autrice.

Per maggiori informazioni e accrediti, contattare annalisainout@gmail.com.