19 feb 2013

«L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano: i singoli contributi in dettaglio.



Disponibili on line maggiori informazioni su «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano (a cura di F. Curti-M. Di Sivo-O. Verdi), n. 2/2011 della rivista interdisciplinare di storia Roma moderna e contemporanea.
In particolare, è possibile leggere una sintesi dei singoli articoli.



CURTI FrancescaCostantino Spada «regattiero de quadri vecchi» e l'amicizia con Caravaggio
BARONCELLI Orsetta «Di servitore se gli era dichiarato nemico»: Caravaggio tra il Cavalier d'Arpino e il priore Luciano Bianchi
PAMPALONE AntonellaLa Lista delle Quarantore del 1597 per la festa di San Luca: nuovi documenti e precisazioni
SOGGIU DanielaPrudenzia Bruni e la casa di Caravaggio
CESARINI Antonella «Io so barbiero e fo la barbaria». I barbieri di Roma alla fine del Cinquecento tra professione e mercato dell'arte
AGO RenataArtisti e ceti 'industriosi' nella Roma del Seicento
PAPI Federica - FALCUCCI ClaudioSul Ritratto di Paolo V Borghese attibuito a Caravaggio: critica, analisi stilistica, ricerca documentaria e indagine tecnica
CUPPONE MicheleDalla cappella Contarelli alla dispersa Natività di Palermo. Nuove osservazioni e precedenti iconografici per Caravaggio
CAVIETTI Marco - CURTI FrancescaLa bottega di Francesco Morelli pittore: Giovanni Baglione, Vittorio Travagni, Tommaso Salini tra formazione, parentele, committenze e rivalità all'arrivo di Caravaggio a Roma
SICKEL LotharIl 'nobile immaginario': l'ascesa sociale di Giovanni Baglione
NICOLACI MicheleSul naturalismo di Giovanni Baglione. Il Cristo in meditazione sulla Passione del 1606
PAPI FedericaNuovi studi e considerazioni su due dipinti del Cavalier d'Arpino, l'Ecce Homo di Baglione, il San Giovannino Borghese di Caravaggio e una versione romana della Fiasca di Forli
RANGONI GÀL Fiorenza - TORTOSA GiovannaAlcuni punti fermi per la biografia e l'attività di Francesco Parone
RUSSO FrancescoPer una biografia di frà Ainolfo dè Bardi, cavaliere di Malta e garante per Caravaggio

18 feb 2013

I modelli di Caravaggio 2013

I modelli di Caravaggio 2013: casting e concorso aperto a uomini e donne

Decima Musa Caravaggio Associazione Culturale organizza un Casting per trovare i sosia dei “modelli di Caravaggio”. Il casting è rivolto a donne e uomini che siano più possibile somiglianti ai modelli ritratti in sei dipinti di Caravaggio: Bacco, Bacchino malato, Fruttaiolo, Ragazzo morso da un ramarro, Cena in Emmaus, Cena in Emmaus.
I modelli sosia selezionati interpreteranno 6 tableaux vivants che verranno messi in scena durante la Convention internazionale “Bentornato Caravaggio” e concorreranno al premio unico “Modello dell’anno 2013”.
La rappresentazione dei tableaux vivants si svolgerà a Caravaggio nel periodo compreso tra il 25 settembre e il 6 ottobre 2013.

Regolamento e ogni altra informazione QUI

«Cercasi Bacchino». Come ti rifaccio il nuovo Caravaggio: articolo di Pietro Tosca su Il Corriere della Sera

10 feb 2013

"CARAVAGGIO, SCOPERTI I SEGRETI DEL PERIODO ROMANO DELL'ARTISTA", di Fabio Isman (Il Messaggero)


 Un dettaglio del Miracolo di San Matteo


Caravaggio è arrivato davvero a Roma nel 1596 [sic], quando aveva 25 anni: le testimonianze concordano; e cosa abbia fatto dopo il 1592, data dell'ultimo documento che lo attesta in Lombardia, resta un mistero: un viaggio a Venezia, come scrive Giovan Pietro Bellori nella sua biografia? Non c'è nessuna traccia. Scoperte poi, sul suo grande nemico, il pittore Giovanni Baglione: diceva d'essere nobile, ma era figlio di un macellaio. E ancora: la Natività di Merisi, il quadro rubato dalla mafia nel 1969 dall'oratorio di San Lorenzo a Palermo, non è del 1609, ma dipinto nel 1600, a Roma: se ne sono trovate le tracce ...

CONTINUA A LEGGERE SU IL MESSAGGERO.IT

(edizione cartacea: "Caravaggio, case e botteghe" di sabato 9 febbraio 2013, p. 19)

6 feb 2013

PUBBLICAZIONE NOVITÀ': «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano


(clicca sull'immagine per ingrandire)


È uscito l'attesissimo numero 2 del 2011 della rivista Roma moderna e contemporanea, numero speciale «L'essercitio mio è di pittore». Caravaggio e l'ambiente artistico romano a cura di F. Curti-M. Di Sivo-O. Verdi.

Il volume, maturato nel solco della mostra Caravaggio a Roma. Una vita dal vero, promossa dall’Archivio di Stato di Roma nel 2011, propone una serie di approfondimenti fondati su indagini documentarie e storico-artistiche che ricostruiscono tasselli importanti di quel variegato intreccio di relazioni professionali nate nelle botteghe di pittura attive alla fine del Cinquecento nel circoscritto perimetro compreso tra piazza della Minerva, San Luigi de’ Francesi e la Scrofa, negli anni in cui Caravaggio giunse nella capitale. Seguono poi contributi che offrono nuove analisi e proposte stilistiche e iconografiche incentrate su opere di Caravaggio o a lui attribuite e su dipinti di artisti che con il Lombardo si contesero committenze e fama.


Per l’acquisto ci si può rivolgere a «CROMA-Università Roma Tre», via Ostiense, 139 00154 Roma - tel. +39.06.57334016 - fax +39.06.57334030 - e-mail: pubblicazioni@uniroma3.it

Per l’acquisto dall'estero ci si può rivolgere a «LICOSA S.P.A», via Duca di Calabria, 1 50125 Firenze - Italy - tel. +39.055.64831 - fax +39.055.641257 - e-mail: licosa@licosa.com

È possibile ordinare anche tramite l'apposito modulo on line

Acquistando il volume direttamente presso la sede del «CROMA-Università Roma Tre», via Ostiense, 139 (II piano) Roma, si usufruirà di uno speciale sconto del 15%.

4 feb 2013

About Caravaggio. La lezione del genio presso i contemporanei (di Michele Cuppone)


Fin troppo omaggiato di recente dai contemporanei, con kermesse più o meno pretestuose, improvvisate e di dubbio gusto, About Caravaggio. Visioni & illusioni contemporanee a Frascati si presenta da subito come un serio appuntamento molto ben curato, non da ultimo per la selezione di grandi autori, che attesta quanto sia stato fecondo il seme piantato più di quattro secoli or sono dal nostro.
È superato il tabù di esporre in presenza di artisti viventi un Caravaggio, qui il San Giovanni Battista Corsini in mostra per un mese ma senza il quale la stessa, che si giustifica da sè, mantiene tutto il suo valore. Il quadro, in un certo senso a suo agio nell'edificio secentesco di palazzo Aldobrandini (famiglia pure in relazione con il pittore), fa da ponte tra la contemporaneità di 25 ospiti, e l'antichità dei reperti museali residenti. E corona letteralmente l'installazione immateriale di icone merisiane che rischierebbe di essere l'ennesima carrellata se non fosse che, nel gioco di vibranti trasparenze, la visione eterea ed anche in controparte di capolavori entrati con forza nell'immaginario collettivo, innesca stimoli e suggestioni nell'osservatore.
Il genio milanese è variamente richiamato dalle personali sensibilità e visioni; qualcuna dichiaratamente presente in maniera occasionale (Kounellis) e magari anche con singola estrapolazione da una serie (Viola, Basilé), che assieme ad episodi neo-pop (Perego) sollecitano il giudizio critico del pubblico (e forse qualche interrogativo sull'opportunità). Certo i due Muniz sono un'ottima apertura, non a caso uno scelto come 'biglietto da visita'.
Fin troppo facile eleggere tra i brani sommi dell'esposizione la fiscella di Ventrone, la cui tecnica iperrealistica – così transfotografica, persino nella resa senza pari della messa a fuoco – ci fa un po' immedesimare in quei "popolani" che 400 anni fa assistevano con stupore al disvelamento delle opere pubbliche del maestro per eccellenza.
Motivo di raro vanto è poi la presenza di ben due opere appositamente realizzate per l'occasione: un'installazione di Nitsch, tra liturgia cruda e salvifica (con una nota di perplessità sul sonoro, quando contamina ogni sala e opera esposta); e il cameraman di Pistoletto, che in una grande specchiatura racchiude la mostra stessa e uno dei motivi – il Narciso – qui maggiormente recepiti dalla lezione caravaggesca. E poi ancora il celebre omaggio di Guttuso, una raffinata medusa vitrea di Familiari, fino all'altare diffuso della Deposizione ai Raggi x di Meneghetti.
Quella lezione appunto, qui nella Deposizione e nella mostra tutta, è stata sondata appieno, per innalzarsi ad una dimensione corale.


(Michele Cuppone, Roma, 30 gennaio 2013)

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Copie o doppi in Caravaggio e Ribera



L'opera d'arte tra artista e bottega: storie di copie, doppie e autografi in Caravaggio e Ribera.

Gli studiosi non sono tutti d'accordo: Michelangelo Merisi da Caravaggio replicava le sue composizioni? Si conoscono repliche parziali o intere di suoi dipinti, ma si discute sulla loro AUTOGRAFIA.

Quali possono essere state le occasioni, quanto possono aver influito i committenti nella eventuale creazione di queste repliche?

L’incontro con la prof. LAPUCCI, il quarto del ciclo “CAPIRE LA DIAGNOSTICA”  (www.art-test.it) intende fare il punto della situazione sul dibattito internazionale relativo all’esistenza o meno di seconde versioni. Saranno messe in luce le varie problematiche storiche relative alle occasioni in cui potevano essere richieste ripetizioni intere o parziali di un dipinto, autografe e non,  di uno stesso soggetto, o di uno stesso personaggio e alla cerchia di artisti caravaggeschi che eventualmente potevano essere responsabili delle suddette ulteriori versioni.

In caso di doppi, soprattutto grazie al contributo della diagnostica, la critica oggi ha ribaltato alcune precedenti opinioni, talvolta accettando come autografe le opere precedentemente negate, altre volte lasciando il campo aperto ad entrambe le versioni .

La  presentazione si conclude con  l’analisi di un’opera di Ribera, che esiste in molteplici versioni, e che si rivela un caso di studio esemplare per tracciare la storia della creazione artistica – e della vite successive – di un capolavoro, e che allarga  il dibattito anche alla collaborazione fra artisti di una stessa cerchia o bottega.

Roberta Lapucci, storica dell'arte di rilievo internazionale, restauratrice e professoressa di Art-Conservation presso l’americana SACI e l’Università di Firenze, ci guida attraverso l'affascinante storia dell'opera d'arte, creazione personale e allo stesso tempo risposta alla committenza, tracciando così anche una breve storia parallela del mecenatismo.

Per ascoltarla: martedì 5 febbraio ore 17:30 presso i laboratori di Art-test Firenze, via del Ronco 12 int. 10, Firenze: Copie o doppi in Caravaggio e Ribera

per informazioni e iscrizioni: Emanuela Massa, Art-Test Firenze tel. 392 94 94 750
 

2 feb 2013

Falsi Caravaggio, la giunta di Milano ora chiede i danni


I finti Caravaggio (Omaggio)
Milano, 2 febbraio 2013 - Dall'Ebook alle carte bollate il passo non è stato breve. A quasi sette mesi dall’uscita del «Giovane Caravaggio - Le cento opere ritrovate» la giunta di Milano ha deliberato che il Comune farà causa civile per risarcimento danni «in relazione alla vicenda» deflagrata quando Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli, con quel doppio volume venduto su Amazon e poi su Lulu.com, annunciarono d’aver scoperto la mano del Merisi in quasi un centinaio dei 1.378 disegni del Fondo intitolato al suo maestro Simone Peterzano, custodito nel Gabinetto del Castello Sforzesco.

Attribuzione «proclamata e infondata», precisa in una nota Palazzo Marino, che procede per danno d’immagine. Non li porta in tribunale per aver detto che i disegni sono di Caravaggio; l’azione legale «è motivata dall’utilizzo di espressioni diffamatorie», «amplificate dal clamore mediatico delle testate giornalistiche di tutto il mondo, che hanno leso l’immagine del Comune e offeso la professionalità dei dipendenti comunali preposti alla tutela dei beni culturali della città». In quei giorni di luglio, quando la storia faceva davvero il giro del mondo, Palazzo Marino taceva e gli storici dell’arte con poche eccezioni stroncavano la loro «scoperta», Curuz e Fedrigolli la difesero come leoni. Anche dall’accusa di non aver mai visto i disegni dal vivo, ma solo le riproduzioni in bassa risoluzione.
E quando la conservatrice del Gabinetto disse che da lei quei signori non si erano mai presentati, Curuz la esortò a dimettersi («È in malafede», «Era seduta su Caravaggio e non se n’è accorta») ...
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1 feb 2013

Caravaggio e Milano. La Canestra dell'Ambrosiana


I mercoledì di S. Cristina
Incontri con l'arte - 2013

quando: mercoledì 6 febbraio, ore 17.00
dove: Complesso di S. Cristina, Aula Magna, p.tta Morandi 2, Bologna

ALESSANDRO MORANDOTTI
Caravaggio e Milano. La Canestra dell'Ambrosiana

La riconsiderazione di un quadro molto noto, come la Canestra di Caravaggio conservata alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, offre l'opportunità di contestualizzare meglio l'unico documento figurativo utile a studiare il legame di Caravaggio con la madrepatria. Il quadro infatti è documentato almeno dal 1607 nella collezione del cardinale Federico Borromeo (1564-1631), l'arcivescovo di Milano che ne fu forse il committente. Negli studi si discute animatamente ancora oggi se la Canestra debba essere considerata un puro pezzo di bravura o invece nasconda complessi significativi allegorici, come la dignità del suo antico possessore suggerirebbe di pensare. Per contribuire a un dibattito sempre aperto sarà utile tornare a guardare attentamente il dipinto seguendone nel contempo la relativa fortuna in area lombarda, territorio in cui prese avvio, in anni precoci rispetto al panorama europeo, la storia della pittura morta come genere autonomo.

Siracusa: "La tela del Caravaggio torni nella Basilica di Santa Lucia Extra Moenia"

Nonostante i lavori di messa in sicurezza della Basilica di Santa Lucia Extra Moenia si siano conclusi nel 2011, la prestigiosa tela del Caravaggio è, inspiegabilmente, tutt’ora, in Piazza Duomo, negando, di fatto, ai devoti di rivedere il quadro al suo posto originale, cioè sopra l’altare della Basilica di Santa Lucia Extra Moenia di Siracusa. Nulla si sa sui motivi tecnici e burocratici per cui la tela del Caravaggio non sia, ancora, ritornata nella sua sede originale”.
Questa la vibrata denuncia del Vicepresidente Vicario della Commissione ‘Bilancio e Progrannazione’ dell’Ars, On. Vincenzo Vinciullo, che su questa vicenda ha presentato l’ennesima interrogazione parlamentare.
Oltre ai motivi prettamente religiosi – spiega l’On. Vinciullo - la presenza della preziosa tela nella Basilica di Santa Lucia ha, anche, dei risvolti turistici e sociali non indifferenti. Il rientro del quadro nel quartiere Santa Lucia non toglierebbe nulla al quartiere Ortigia, mentre potrebbe portare migliaia di turisti nel quartiere di Santa Lucia, con conseguente massiccia presenza delle Forze dell’Ordine, sempre ben accette in un quartiere a rischio come, appunto, quello di Santa Lucia e, soprattutto, potrebbe contribuire a rilanciare l’economia di tutta la zona che ricade nei pressi della Basilica”.
Per questi validi motivi, l’On.Vinciullo chiede al Governo della Regione di provvedere con celerità affinché la suddetta tela torni al posto originario in modo da onorare, impegni già assunti e, ad oggi, ancora non onorati.

Fonte: Siracusanews

LEGGI L'INTERVENTO DI MARIARITA SGARLATA  

LEGGI L'INTERVENTO DI STEFANIA PRESTIGIACOMO