17 ott 2017

La "Natività" di Caravaggio: il capolavoro dipinto a Roma, inviato a Palermo, e rubato nel 1969. Con un parere inedito di Nicola Spinosa

Oggi è la triste ricorrenza del furto della Natività di Palermo di Caravaggio, rubata nella notte fra 17 e 18 ottobre 1969 e mai più ritrovata. Il ricordo di Finestre sull'Arte e di Nicola Spinosa in un video inedito 


Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre del 1969, la Natività con i santi Lorenzo e Francesco di Caravaggio (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610), uno tra i più celebrati capolavori del pittore lombardo, veniva trafugata dal luogo in cui era collocata, l’oratorio di San Lorenzo a Palermo, e da allora non è mai più stata ritrovata. Sul clamoroso furto, attribuito alla mafia, si sono rincorse varie voci (tra le quali quelle più terribili che vogliono il dipinto andato distrutto), ma l’unica certezza è che, purtroppo, al momento non abbiamo piste sicure da seguire, e le speranze di ritrovare l’opera sono pressoché nulle. Malgrado le tristi circostanze, gli studi attorno al dipinto non sono certo cessati: tutt’altro [...]
Il parere cronologicamente più recente è quello di Nicola Spinosa, e lo presentiamo in questo articolo con un video inedito, che si può raggiungere cliccando qui: nella registrazione, effettuata durante un incontro tenutosi il 7 maggio scorso nell’ambito dello Sky Arte Festival (“Operazione Caravaggio. La tecnologia al servizio dell’arte perduta”, con Peter Glidewell, Nicola Spinosa e Jordi García Pons), si può ascoltare lo studioso di Caravaggio sostenere che “contrariamente a quanto si è sempre creduto, il dipinto non fu realizzato a Palermo [...]. In verità ormai è accertato che Caravaggio ha dipinto questa Natività mai pensando a che potesse andare nell’oratorio di San Lorenzo: ha dipinto quest’opera a Roma” [...]
Oggi non possiamo più godere dell’originale, e in sua mancanza, il 12 dicembre del 2015 è stata posta, sull’altare dell’oratorio di San Lorenzo che accoglieva il dipinto di Caravaggio, una riproduzione realizzata da Factum Arte, società specializzata nella creazione di riproduzioni artistiche ad alta fedeltà. Una riproduzione condotta sulla base di una sola delle due immagini fotografiche a colori note dell’opera di Caravaggio: una foto scattata da Enzo Brai nel 1967, utilizzata da Adam Lowe, fondatore di Factum Arte, e dalla sua squadra, e un’ulteriore immagine del 1964, conservata presso l’Archivio Scala. L’immagine meno recente non è stata presa in considerazione dai tecnici, malgrado le diversità nella resa rispetto alla fotografia del 1967: una mancanza che dovrebbe far riflettere sul tema della riproducibilità delle opere d’arte, argomento spesso trascurato rispetto ad altri, sicuramente più urgenti e più pressanti, ma non per questo meno importante. E che diventa vitale laddove, come nel caso della Natività di Palermo, gli originali siano andati perduti e occorra affidarsi in via esclusiva alle riproduzioni. Il lavoro di ricostruzione del dipinto, pur non potendo certo sopperire alla mancanza dell’originale, ha rivestito comunque una notevole importanza affinché Palermo potesse tornare a godere almeno dello spirito che ha animato l’opera di Caravaggio.


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Andrea Ravo Mattoni, un murales alto nove metri al Policlinico di Roma


Un murale lungo nove metri. Andrea Ravo Mattoni, il writers varesino che si è fatto conoscere per il suo murales del Caravaggio in viale Belforte a Varese, sarà a Roma per realizzarne uno ancora più grande.
L’artista infatti, è stato chiamato dal Policlinico Gemelli di Roma per dipingere una parete esterna dell’Ospedale. Nei prossimi mesi sarà impegnato nel realizzare un murales alto nove metri, tre piani, dove raffigurerà con le bombolette spray le “Sette opere di misericordia” di Caravaggio [...]

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15 ott 2017

L'intervista di Susanna Rotunno di RAINEWS a Roberto Ando' sul film del furto della Natività del Caravaggio


Sono da poco iniziate a Roma le riprese del nuovo film di Roberto Andò, Una storia senza nome. Una trama complessa che ruota intorno al misterioso furto, realmente avvenuto a Palermo nel 1969, di un celebre quadro di Caravaggio, la Natività, mai più ritrovato. Susanna Rotunno è andata sul set e ha incontrato il regista.

14 ott 2017

Giornate di studi "La natura morta al tempo di Caravaggio", 21-22 ottobre a Monte Santa Maria Tiberina



Sono state presentate presso la Sala stampa della Camera dei Deputati a Roma le Giornate di studi sul Caravaggio che animeranno il Comune di Monte Santa Maria Tiberina nel mese di ottobre. Alla presenza dell'on. Giampiero Giulietti, il sindaco del comune altotiberino Letizia Michelini insieme al prof. Pietro Di Loreto della Libera Accademia degli studi caravaggeschi, ha illustrato l'iniziativa che, oltre a valorizzare e promuovere il borgo di Monte Santa Maria Tiberina, intende dare vita anche ad importanti momenti di approfondimento culturale. 
Il 21 e 22 ottobre, sarà anche l'occasione per ricordare il legame di Caravaggio con Monte Santa Maria Tiberina e la figura di Maurizio Marini, che diede origine alle giornate di studio. Il sindaco Michelini ha sottolineato l'importanza di un'iniziativa che vedrà arrivare studiosi e storici dell'arte di spessore nazionale ed internazionale per discutere dell'arte sublime del Merisi. Come affermato dallo storico Pietro Di Loreto, della Libera Accademia degli studi caravaggeschi, l'edizione di quest'anno sarà incentrata sullo studio della natura morta, proponendo un'analisi approfondita e dettagliata del Caravaggio. Nel corso della conferenza stampa è stata poi espressa la volontà di istituire una borsa di studio per giovani studiosi del Caravaggio e di altri artisti del Seicento, proprio per promuovere l'approfondimento e lo studio di un pezzo importante dell'arte italiana strettamente collegato con la storia di Monte Santa Maria Tiberina (fonte: Valtiberina.it)


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