Il blog CARAVAGGIO400, fondato nel 2009 da Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico in occasione del quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio, ha l'intenzione di attivare e creare un punto di approfondimento e discussione sull'opera di uno dei più grandi maestri della pittura seicentesca di cui far conoscere principalmente la sua opera e la sua arte ancor più che la sua vita e biografia, su cui troppo spesso si è concentrata l'attenzione dei media trascurando l'innovazione e il genio del grande pittore. Invitiamo tutti gli studiosi, appassionati e chiunque voglia dare un suo contributo ad inserire commenti e inviare segnalazioni a questo blog.

A cura di Michele Cuppone, Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico | CLICK HERE FOR ENGLISH VERSION

24 mag 2018

"La tela dei boss": la verità sul furto del Caravaggio. Un articolo di Michele Cuppone su ilsussidiario.net

Svelati nomi e circostanze secretate dalle fonti ufficiali intorno al furto del Caravaggio. E nella storia entra un giocattolaio di Massafra


La tela dei boss. Pentiti e segreti: la verità sul Caravaggio rubato. Con questo illustre richiamo si presenta il libro di Riccardo Lo Verso edito da Novantacento, dove il riferimento è naturalmente alla Natività trafugata nella notte fra 17 e 18 ottobre 1969 dall’oratorio di San Lorenzo a Palermo. Da allora, mezzo secolo di indagini, testimonianze, speranze e delusioni, senza giungere alla soluzione del caso. Con il dipinto finito chissà dove e in quali mani, forse pure smembrato in pezzi da rivendere singolarmente con più facilità. Ma ciò che finalmente emerge ora è la ricostruzione pressoché puntuale del contesto in cui maturò il furto, dei suoi autori materiali (ladruncoli incoscienti del reale valore del capolavoro), del ruolo giocato in un secondo momento da Cosa Nostra che nella persona di Gaetano Badalamenti avocò a sé il quadro, fino alla sua vendita e spedizione alla volta della Svizzera. La storia è stata riportata più volte di recente, tra le pagine di cultura e di cronaca internazionali, a partire dalle relazioni prodotte dalla Commissione parlamentare antimafia; la stessa, al cui impulso si deve la riapertura del cold case per eccellenza dei furti d’arte. 
Lo Verso, professionista della cronaca giudiziaria, scovati i documenti originali, riesce a raccontare di più, rivelando persino dettagli e nomi secretati dalle fonti ufficiali. Il suo volume si presenta senza fronzoli in forma di un nutrito e dettagliato dossier: privo di illustrazioni, ma contenente gran parte delle riproduzioni dei verbali relativi agli interrogatori della seconda metà degli anni 90 e che costituiscono valore aggiunto per la pubblicazione. È inclusa pure la dattiloscritta nota informativa dell’ottobre 1969, punto di partenza delle successive ricerche, che oltretutto costituisce a suo modo un documento toccante. 
Ecco così che, una pennellata dopo l’altra, il quadro d’insieme si rende più chiaro, a partire da colloqui conclusi con un deludente “nulla da dichiarare” dei detenuti in ossequio al codice d’onore salvo, nei casi più fortunati, rilasciare poco dopo, a verbale chiuso, spontanee e preziose dichiarazioni riportate in successive relazioni di servizio. Le piste così aperte non risultano tutte o completamente affidabili e il lettore, acquisite più informazioni che poi comprende di doversi lasciare alle spalle, è come reso partecipe dell’affannoso iter investigativo. Con la ricostruzione dei fatti che passa inaspettatamente per un giocattolaio di Massafra (nel Tarantino), nel cui retrobottega cominciano a delinearsi alcuni punti fermi della vicenda. La storia del giocattolaio in particolare, sembra quasi scritta da un giallista, tanto da diventare il fulcro della narrazione. 
Frequenti sono le digressioni storiografiche su Cosa Nostra e le sue guerre interne che ben conosciamo. Esse spezzano talvolta il ritmo narrativo, nella messe di crimini e nomi. Ma è pur vero che sono necessarie a contestualizzare gli eventi, senza dimenticare che il volume nasce come allegato a un mensile di inchiesta (S, n. 109 di maggio) e alle aspettative di quei lettori viene incontro, pur approdando contestualmente in libreria come pubblicazione autonoma
L’autore sgombra il campo da vecchie ipotesi e versioni, risparmiandoci le più inverosimili. Come quella di un giovane Maurizio Marini che si intestava, unico fra gli storici dell'arte, il privilegio di aver visto il dipinto su invito dei mafiosi – in un momento in cui questo, sappiamo ora, aveva già lasciato l'isola. O ancora il giornalista Peter Watson che, come scrisse in ciò che era da considerarsi un semplice romanzo, si sarebbe trovato a trattarne la restituzione in Irpinia, giusto alla vigilia del terremoto, che avrebbe letteralmente inghiottito la tela. Per contro, per quanto rivelatesi tutte inconsistenti, si affacciano almeno una dozzina di piste, mai trapelate finora. Tra queste, alcune con finali a tinte fosche che vedrebbero il dipinto, ormai invendibile, "finito in un pozzo o in un cimitero"
Conclude il volume un saggio del professor Maurizio Vitella, che rende conto peraltro di scoperte fatte di recente su altro fronte, quello storico-artistico; "notazioni e deduzioni" che, egli scrive, "ci convincono sempre più della esecuzione della Natività con i Santi Lorenzo e Francesco a Roma". È così messo in discussione lo stesso presunto soggiorno palermitano in cui, a lungo, si era pensato che l’artista avesse realizzato il dipinto. 
Curiosità: per un qualche motivo in copertina non appare il Caravaggio ma la sua riproduzione hi-tech (eppure non priva di alcune 'pecche' evidenziate dagli studiosi), ultimamente installata in oratorio e che all’occhio meno attento comincia a essere confusa con l’originale. Accolta con toni entusiastici dai media, non poteva indurre alla rassegnazione di aver perso per sempre la Natività, quasi in una sorta di riconciliazione sociale. Le indagini dell’Antimafia, e il libro di Lo Verso rivolgendosi a un ampio pubblico, ridestano l’attenzione generale e degli specialisti sul tema. In attesa se possibile di aggiungervi un capitolo a lieto fine.

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23 mag 2018

Mostra "Caravage à Rome, amis & ennemis", in autunno a Parigi al Musée Jacquemart-André


Nell'autunno 2018, Culturespaces e il Musée Jacquemart-André organizzano una mostra dedicata a Caravaggio, figura emblematica della pittura italiana del XVII secolo. Per questo evento unico, circa 10 capolavori dell'artista saranno riuniti in via del tutto eccezionale in Francia.

Una mostra evento
Provenienti dai più grandi musei italiani, come Palazzo Barberini, la Galleria Borghese e i Musei Capitolini a Roma, la Pinacoteca di Brera a Milano, i Musei di Strada Nuova a Genova o il Museo Civico Ala Ponzone a Cremona, queste tele straordinarie permetteranno di ripercorrere la carriera romana di Caravaggio fino all'esilio. Esse dialogheranno con le opere di illustri contemporanei, come il Cavalier d'Arpino, Annibale Carracci, Orazio Gentileschi, Giovanni Baglione o Ribera, al fine di svelare tutta la portata del genio innovatore di Caravaggio e di rendere conto dell'effervescenza artistica che regnava allora  nella Città eterna.

Un artista fuori dal comune nel cuore della scena romana
Nato nel 1571, Michelangelo Merisi, detto Caravaggio,  rivoluzionò la pittura italiana del XVII secolo attraverso il realismo delle sue tele e l'utilizzo innovativo del chiaroscuro, e divenne il più grande pittore naturalista del suo tempo.
L'esposizione sarà consacrata alla carriera romana di Caravaggio e all'ambiente artistico nel quale si è evoluta: come dimostrato dai più recenti studi, il pittore intrattenne relazioni strette con la cerchia intellettuale romana dell'epoca. La mostra si interesserà anche ai rapporti di Caravaggio con i collezionisti e gli artisti, ma anche con i poeti e gli eruditi del suo tempo, legami che non sono stati mai oggetto di un'esposizione.
Si tratterà anzitutto di evocare la vita a Roma all'inizio del XVII secolo, mostrando l'attività degli atelier dei grandi pittori, nei quali Caravaggio fa la gavetta. È anche in questo periodo che egli fa degli incontri che diventeranno determinanti per la sua carriera, quelli del marchese Giustiniani e del cardinale Francesco Maria del Monte: essi diventano i due più grandi mecenati di Caravaggio e gli affidano numerose e prestigiose committenze. Evocare questi collezionisti e il loro palazzi, frequentati dagli appassionati e dagli artisti, permetterà anche di mostrare l'influenza di Caravaggio e dei suoi temi sui pittori europei.
Dopo gli amici e i sostenitori di Caravaggio, la mostra proseguirà nel presentare i suoi nemici e rivali presenti sulla scena artistica romana di quel tempo. Caravaggio, che non voleva essere imitato e che lo fu suo malgrado, si è talvolta opposto ai suoi contemporanei, in occasione di discussioni, risse, e anche di processi.
La mostra si chiuderà sull'episodio della rissa del 1606, nel corso della quale Caravaggio uccide Ranuccio Tomassoni, e sugli ultimi giorni dell'artista a Roma. Condannato a morte in seguito a questa rissa fatale, Caravaggio è costretto all'esilio e muore nel 1610, senza essere potuto tornare a Roma.
Curatori della mostra sono Francesca Cappelletti e Pierre Curie.

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22 mag 2018

Il 30 maggio convegno a Palermo "Il Caravaggio rubato dalla mafia: una storia semplice. Le scoperte della commissione parlamentare antimafia"







I risultati dell'inchiesta sul Caravaggio sparito nel 1969 saranno illustrati il prossimo 30 maggio (ore 16) a Palermo in un convegno dal titolo Il Caravaggio rubato dalla mafia: una storia semplice. Le scoperte della commissione parlamentare antimafia, organizzato dal Comune presso l'Oratorio di San Lorenzo, dov'era collocato il capolavoro del Caravaggio.
Intervengono la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il professor Claudio Strinati, l'arcivescovo di Palermo monsignor Corrado Lorefice e il Procuratore della Repubblica Franco Lo Voi. Coordina Attilio Bolzoni.

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18 mag 2018

"Eco e Narciso". La mostra del rilancio delle Gallerie Nazionali Barberini-Corsini



Uno scrigno di tesori straordinari ma troppo a lungo trascurato, anche dal pubblico: la Galleria Nazionale Barberini – Corsini, nonostante i Raffaello, i Caravaggio, i Bernini, gli Holbein solo nel 2015, grazie alla riforma Franceschini, ha ottenuto la dignità giuridica di museo. Ed è stato il primo passo di un rilancio che, con l’inaugurazione di undici sale nuove, si avvia a compiere un nuovo salto verso la fruibilità che merita, che i cittadini meritano. «Il 18 maggio 2018 si conclude una storia cominciata nel 1949, quando lo Stato italiano acquistò Palazzo Barberini per farne la sede della Galleria Nazionale di Arte Antica. Il palazzo era a quel tempo in parte occupato dal Circolo Ufficiali delle Forze Armate e oggi, dopo circa settant’anni, giunge al termine la tortuosa vicenda che ha condizionato lo sviluppo del museo fondato nel 1895 come pinacoteca nazionale», così l’annuncio seguito alla presentazione del nuovo itinerario espositivo e della mostra che inaugura questo nuovo corso.
Una mostra dedicata all’infinita ricerca degli artisti di un’immagine, di un’illusione, di un riflesso da cogliere e congelare nel tempo; una ricerca senza fine come quella Narciso (e la Galleria ospita proprio uno dei Narciso più celebri della storia dell’arte, quello attribuito a Caravaggio) innamorato della propria immagine riflessa nello stagno sino a morirne, incurante dell’amore che consumava la ninfa Eco. Ieri come oggi, questa ricerca non muta, sembrano volerci dire i curatori di “Eco e Narciso“: Flaminia Gennari Santori, direttrice della galleria nazionale d’arte antica e Bartolomeo Pietromarchi, direttore del Museo statale delle Arti del XXI secolo (MAXXI) per un percorso che si snoda fra arte antica e arte contemporanea con opere provenienti dalle collezioni dei due musei nazionali.
Le nuove sale 
Nel Palazzo Barberini al quale lavorarono maestri del calibro di Bernini e Borromini, le undici nuove sale affacciate sui giardini, sono state restaurate tra il 2015 e il 2017, costituendo oltre 750 metri quadri di percorso espositivo nell’ala dell’”Appartamento nuovo”. Un’alternanza di monumentali sale di rappresentanza, spazi più intimi e capolavori architettonici recuperati alla fruibilità, come la Sala Ovale, voluta da Bernini a forma di ellisse; la Sala dei Paesaggi e la scala elicoidale di Francesco Borromini.
La mostra 
E’ in questi spazi ritrovati che si dipana la mostra “Eco e Narciso“: un confronto tra opere antiche (17) e contemporanee (21) che sonda la metafora di Narciso attraverso il ritratto e l’autoritratto, declinati in una molteplicità di sfumature. Il potere, l’erotismo, l’intimità, l’esotismo, la mondanità, la spiritualità, il concettuale, il grottesco [...]

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"Lo strano caso del Caravaggio scomparso" di Rosanna Dongarrà, presentazione a Palermo il 25 maggio

La presentazione avverrà alle 18 presso l'oratorio di San Lorenzo. Il libro è un romanzo ispirato alla dispersa Natività, ma con un capitolo finale dedicato a "La vera (o quasi) storia del furto del Caravaggio".


Un giallo che non ha mai trovato soluzione, uno dei furti d’arte più famosi al mondo: sulla sparizione della Natività del Caravaggio dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo sono state fatte mille ipotesi. E proprio in quel luogo, venerdì 25 maggio alle 18, sarà presentato in anteprima il romanzo “Lo strano caso del Caravaggio scomparso” di Rosanna Dongarrà. 
L’autrice ci propone la “sua” interpretazione originale e credibile, regalandoci un romanzo affascinante e godibilissimo. Che la mafia fosse coinvolta nella scomparsa dell’opera è cosa assai probabile. Ma quel furto potrebbe anche ricondurre alla mano insospettabile di qualcuno che non voleva che la tela finisse in pasto ai mafiosi, qualcuno magari del tutto inconsapevole del valore artistico di quel quadro. È possibile, allora, che quel 18 ottobre del 1969, la Natività non sia stata rubata ma, semplicemente, salvata? 
Ne parleranno, insieme all’autrice, Francesco Nuccio, redattore capo Ansa Sicilia, Bernardo Tortorici, presidente degli Amici dei musei siciliani, Umberto Santino, presidente del Centro Peppino Impastato, Salvatore Ferlita, giornalista e Laura Francesca Di Trapani, scrittrice e storica dell’arte e curatrice indipendente. 
A distanza di quasi cinquant’anni, del furto del Caravaggio dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo si sa veramente poco o nulla. Poche notizie e per di più frammentate, molte congetture, teorie e mezze verità. Il celebre furto che ha coperto le prime pagine dei giornali di tutto il mondo, rimane tuttora avvolto nelle fitte nebbie dell’ignoto così come sconosciuto rimane il luogo dove in polvere, brandelli o tutta intera riposa la tela che, insieme a quella napoletana del Martirio di Sant’Orsola, dovrebbe costituire l’ultima produzione artistica di Michelangelo Merisi, meglio conosciuto come il Caravaggio (fonte: comunicato stampa).

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14 mag 2018

A Porto Ercole il museo su Caravaggio senza sue opere ma solo riproduzioni

Lʼoperazione dovrebbe costare un milione e 150mila euro, vale a dire il 5% del bilancio del comune grossetano di Monte Argentario

Un museo dedicato al Caravaggio ma senza nemmeno un suo quadro, bozzetto o studio preliminare. Non è un ossimoro ma quanto si appresta a realizzare il comune di Monte Argentario nella frazione di Porto Ercole (Grosseto) sotto la supervisione di Claudio Strinati, uno dei massimi esperti di Michelangelo Merisi. La galleria ospiterà soltanto riproduzioni delle opere del pittore lombardo, ma assicurano i fautori dell'iniziativa, tutte in alta risoluzione.
Come riferiscono Sergio Rizzo sulle colonne di "Repubblica" [del 14 maggio 2018, ndC400] e "Il Tirreno", l'operazione dovrebbe costare un milione e 150mila euro derivanti dal bilancio del comune di Monte Argentario che in totale vale 23 milioni e mezzo, incidendo quindi per il 5% della spesa totale della cittadina. Il cospicuo investimento dovrebbe servire alla costruzione del museo al posto di un vecchio asilo in rovina e in cima a una collina.
Non solo: i fondi pubblici stanziati dall'amministrazione andranno a coprire le spese per la riproduzione su tela o pvc dei capolavori del Caravaggio che così potranno essere esibiti pur in mancanza degli originali, sparsi tra Galleria degli Uffizi, Pinacoteca Ambrosiana, Louvre e molti altri musei sparsi in giro per il mondo (fonte: TGCOM24).

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