7 dic 2017

Mostra-Evento: CARAVAGGIO RACCONTATO DA MANARA (da La Repubblica)

Dal 9 dicembre al 24 febbraio al Museo dell'Archivio Storico del Banco di Napoli 
Via dei Tribunali 214, Napoli


Sedici tavole del maestro del fumetto al Museo dell'Archivio Storico del Banco di Napoli sulla vita del leggendario artista

di Alessandro Di Nocera

Due anni di lavoro: è questo il tempo che ha impiegato Milo Manara, star internazionale del fumetto e dell’illustrazione, per portare a termine “La Grazia”, album che racchiude la seconda parte della sua indagine biografica sulla figura di Michelangelo Merisi, il leggendario Caravaggio. Il primo capitolo, “La tavolozza e la spada” — pubblicato nel 2015 dall’etichetta Panini 9L — era stato presentato in anteprima nazionale al Napoli Comicon, il festival partenopeo dedicato al fumetto e all’entertainment, suscitando grande interesse e consensi anche nel mondo accademico, che ne riconobbe, pur attraverso il filtro dell’interpretazione narrativa e della visionaria potenza grafica, l’accuratezza scientifica e la verosimiglianza storica.

Una scelta immaginifica, quello di Manara, sicuramente derivante dalle sue frequentazioni con Federico Fellini (impossibile non andare con la memoria all’analogo approccio presente in film come “Casanova” o “Satyricon”) e Alejandro Jodorowsky, assieme al quale realizzò la saga “I Borgia”, contenente una surreale sequenza ambientata in una Napoli rinascimentale perfettamente ricostruita. Anche l’erotismo, tratto distintivo dell’opera omnia del maestro veneto, in “Caravaggio” assume una funzione di medium: il contrasto originato dalla presenza delle splendide, idealizzate donne di Manara inserite in scenari cupi e decadenti (con soluzioni visive ricavate dai capricci settecenteschi e perfino da Piranesi) trasmette, infatti, tutta la passione e la sofferenza che permeano la vera arte.

Adesso otto tavole tratte dal secondo tomo ancora inedito di “Caravaggio” — Panini 9L lo lancerà nella primavera del 2018 — verranno esposte, assieme ad altrettante pagine scelte da “La tavolozza e la spada”, in una mostra che aprirà i battenti il 9 dicembre, e alla quale il pubblico potrà accedere ogni sabato mattina fino al 24 febbraio, per un totale di dodici appuntamenti. La location o de “Il Caravaggio di Manara” — questo il titolo della personale — sarà il CartaStorie, ovvero ..... CONTINUA A LEGGERE SU REPUBBLICA.IT

5 dic 2017

"Il ‘Natale’ rubato di Caravaggio rivive in un inedito video d’epoca. La storia", di Michele Cuppone (su Artribune)

Fotogrammi inediti della Natività di Palermo di Caravaggio da un video degli anni '60. E da ricerche di Michele Cuppone e Roberta Lapucci riemerge una copia sconosciuta del quadro


La Natività con i santi Lorenzo e Francesco di Caravaggio, trafugata nell’ottobre 1969 dall’oratorio di San Lorenzo a Palermo e finita in mano alla mafia, diventa sempre più un ricordo lontano nel tempo, a mezzo secolo dalla sua scomparsa. Ultimamente, si è ridata in qualche modo nuova vita alla tela, con una riproduzione ‘hi-tech’ voluta e realizzata da Sky che ha preso il posto dell’originale. Conosciamo quest’ultimo in particolare attraverso un paio di scatti a colori: la diapositiva di Enzo Brai del 1967 e la foto, ben più nitida, degli Archivi Scala del 1964. Ciò che risalta all’occhio, nella commovente bellezza e pacatezza della scena, è l’assonanza con i quadri della prima maturità romana di Caravaggio, in particolare con i celebri dipinti della cappella Contarelli. E difatti, nuove scoperte d’archivio (e non solo) hanno appurato che la tela fu eseguita contemporaneamente a quelli nel 1600, dunque a Roma e da lì spedita a Palermo, e non in Sicilia nel 1609 come si credeva.

IL PRESEPE PALERMITANO 
A ogni modo, il Presepe palermitano sopravvive, benché per pochi fotogrammi, anche in rari filmati d’epoca. Pubblichiamo – per la prima volta online – un estratto da Lo scultore degli angeli, importante documento audiovisivo trovato di recente e che rischiava di essere perduto per sempre. Giaceva infatti abbandonato, assieme ad altro materiale non classificato, nei locali dell’istituto zootecnico di Palermo. Non è chiaro come fosse finito lì, in un posto tra i più impensabili, ma il caso vuole che nel fare pulizia e prima di disfarsi di ogni cosa, sia stato contattato il regista concittadino Sergio Gianfalla, che ha colto subito il valore del reperto. La pellicola, un 16 mm della durata di 10’30’’, dedicata alle decorazioni in stucco di Giacomo Serpotta che impreziosiscono luoghi sacri del capoluogo siciliano, parte proprio dall’oratorio di San Lorenzo. E si sofferma per qualche secondo sulla Natività – “reputata l’ultima opera del celebre pittore” recita il narratore secondo una vecchia ipotesi. Ma tanto basta per riaccendere l’emozione che ancora trasmette il capolavoro di Michelangelo Merisi, una delle sue prime pale d’altare (se non la prima in assoluto).

LA RICERCA DI GIANFALLA 
Gianfalla, appassionatosi al tema, ha condotto una personale ricerca che lo ha portato a scoprire che cortometraggi come questo, proiettati nelle sale cinematografiche prima dei film, venivano realizzati nella prima metà degli anni ’60 per concorrere all’erogazione di uno speciale “premio di qualità”. Di più, è risultato provvidenziale il suo intervento di digitalizzazione del nastro, poiché questo nel frattempo si è deteriorato irrimediabilmente. In ogni modo, Rai Teche fortunatamente custodisce, consentendone la visione su richiesta, il servizio in bianco e nero Il melodramma di stucco interamente girato a San Lorenzo (e dove ancora una volta protagonista è Serpotta). Questo andò in onda, all’interno della trasmissione Capolavori nascosti, nell’agosto 1969, giusto due mesi prima della sparizione del Caravaggio. Tanto che si arrivò a dire che potrebbe aver generato particolari interessi sul dipinto (paradossalmente fino a quel momento poco noto agli stessi palermitani), che avrebbero spinto a commissionarne il furto.

LE SORPRESE SUL FRONTE ICONOGRAFICO 
Comunque le sorprese sul fronte iconografico non finiscono qui. A Castello Ursino a Catania è custodita la finora ritenuta unica copia del quadro, molto fedele, dipinta da Paolo Geraci nel 1627-1628. Ed ecco invece che ora, in una ricerca congiunta tra chi scrive e Roberta Lapucci pubblicata nella rivista scientifica Valori Tattili, è stata reperita nella fototeca del famoso storico dell’arte Roberto Longhi una foto di un’altra copia antica, con poche varianti. Mistero nel mistero, ne è ignota l’ubicazione attuale; forse il quadro andò disperso durante la seconda guerra mondiale: apparteneva al gerarca fascista Luigi Federzoni.
La citata documentazione fotografica e audiovisiva non potrà in nessun modo colmare il vuoto incommensurabile lasciato nel patrimonio storico-artistico universale dal dipinto, peraltro inserito nella Top Ten mondiale dei furti d’arte stilata dall’FBI. Ma certo questi nuovi studi e scoperte riaccendono i riflettori sulla Natività, immeritatamente poco conosciuta, tenendo sempre viva la pur fioca speranza di una restituzione alla collettività.

‒ Michele Cuppone

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4 dic 2017

Caravaggio sbarca sul grande schermo, con la voce di Manuel Agnelli

Bisognerà attendere solo pochi mesi per ascoltare la storia di Michelangelo Merisi da Caravaggio in versione cinematografica. Il 19, il 20 e il 21 febbraio 2018 i grandi schermi italiani faranno da cornice a Caravaggio ‒ L’Anima e il Sangue, il nuovo film d’arte dai creatori di Firenze e gli Uffizi e Raffaello, il Principe delle Arti, prodotto da Sky e Magnitudo Film e dedicato a uno degli artisti più controversi e amati di sempre. 
La pellicola offrirà un emozionante viaggio attraverso la vita, le opere e i tormenti di Caravaggio, dando risalto ai luoghi in cui l’inquieto artista visse e a quelli che ancora oggi custodiscono alcune tra le sue opere più note ‒ come Milano, Firenze, Roma, Napoli e Malta. Il film ‒ che ha ottenuto il riconoscimento del MiBACT – Direzione Generale Cinema e il Patrocinio del Comune di Milano ‒ è stato realizzato in collaborazione con Palazzo Reale e con il Centro Televisivo Vaticano, con il supporto di Malta. 
A rendere ancora più avvincente la trama contribuiscono la consulenza scientifica di Claudio Strinati ‒ storico dell’arte esperto di Caravaggio, che nel film indaga la stretta correlazione fra l’artista e le sue opere ‒ e gli interventi di Mina Gregori, presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, e di Rossella Vodret, curatrice della mostra Dentro Caravaggio, in corso presso il Palazzo Reale di Milano, che illustrerà i risultati dei più recenti studi sulla tecnica pittorica dell’artista. 
Un’approfondita ricerca documentale negli archivi che custodiscono traccia del passaggio dell’artista guiderà il pubblico sulle tracce di Caravaggio, alla scoperta del suo travagliato vissuto e delle sue opere ‒ quaranta delle quali prese in esame dal film ‒ che, grazie all’impiego di evolute elaborazioni grafiche, sembreranno prendere vita, suggerendo una percezione quasi tattile. Una serie di scene fotografiche e simboliche ambientate in un contesto contemporaneo restituiranno, inoltre, tutta la contemporaneità di Caravaggio. 
L’attualità dell’animo di Caravaggio sarà trasmessa anche da colui che gli presterà la voce, il talentuoso frontman degli Afterhours, Manuel Agnelli. Un alter ego capace di tradurre in parole le tante anime di Caravaggio, anche le più impetuose. Il film, girato in formato Cinemascope 2:40 e una delle prime produzioni in Italia realizzate in 8K, conta sulla direzione artistica per Sky di Cosetta Lagani, mentre il produttore esecutivo per Magnitudo Film è Francesco Invernizzi. La sceneggiatura è di Laura Allievi e la regia è affidata a Jesus Garces Lambert, che ha firmato documentari per Sky e per importanti network televisivi internazionali, tra i quali National Geographic, BBC, ZDF, CBS, Arte. Dopo l’esordio italiano, la pellicola approderà nelle sale cinematografiche mondiali, distribuita da Nexo Digital. (fonte: Sky Arte).

1 dic 2017

Il Caravaggio dopo Caravaggio, da Napoli a Milano (dal CORRIERE DELLA SERA)

Il 30 novembre alle Gallerie d’Italia a Milano apre la mostra «L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri» realizzata da Intesa Sanpaolo con i Musei di Strada Nuova di Genova.

di Stefano Bucci

Un simbolo praticamente perfetto di Caravaggio e della sua lezione. Questo è il Martirio di Sant’Orsola, ultima sua opera conosciuta, datata 1610: lo stesso anno della morte. Una lezione, quella di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (1571-1610), che fino al 1640 si ritrova fortissima in tutti luoghi dove l’artista aveva soggiornato (Roma, Napoli, l’Italia meridionale).

A quest’influenza è dedicata la mostra L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri, che si apre il 30 novembre a Milano alle Gallerie d’Italia (fino all’8 aprile), realizzata da Intesa Sanpaolo in partnership con i Musei di Strada Nuova di Genova e in collaborazione con l’Università degli Studi. E dove il Martirio, abitualmente conservato a Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli (nella Collezione Intesa Sanpaolo) arriva direttamente da un’altra della mostre evento di quest’anno, Dentro Caravaggio, sempre a Milano, ma a Palazzo Reale, che l’aveva finora «ospitata».

Sono oltre 50 le opere esposte alle Gallerie d’Italia firmate da seguaci di Caravaggio (Battistello Caracciolo, Ribera) e da nuovi maestri (Rubens, Van Dyck, Procaccini e Strozzi). «Con questa mostra — ha spiegato Giovanni Bazoli, presidente ..... CONTINUA A LEGGERE SU CORRIERE DELLA SERA

30 nov 2017

Il tempo tra Michelangelo e Caravaggio, in mostra a Forlì (da ARTSLIFE.IT)

L’Eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio, dal 10 febbraio al 17 giugno 2018 a Forlì.

Per la prima volta utilizzata come sede espositiva la Chiesa di San Giacomo Apostolo.

Il complesso museale San Domenico di Forlì annuncia, dal 10 febbraio al 17 giugno 2018, L’Eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio, mostra che documenta quello che è stato uno dei momenti più alti e affascinanti della storia occidentale. Gli anni che idealmente intercorrono tra il Sacco di Roma (1527) e la morte di Caravaggio (1610); tra l’avvio della Riforma protestante (1517-1520) e il Concilio di Trento (1545-1563); tra il Giudizio universale di Michelangelo (1541) e il Sidereus Nuncius di Galileo (1610) rappresentano l’avvio della nostra modernità.

A essere protagonisti al San Domenico saranno il dramma e il fascino di un secolo che vide convivere il tramonto di del Rinascimento -in cui si pensava si fosse raggiunta la perfezione artistica- e il procedere di un nuovo e luministico orizzonte, con i grandi capolavori del Manierismo.

L’istanza alla Chiesa di Roma di un maggiore rigore spirituale, se da un lato produceva una rinnovata difesa delle immagini sacre, dall’altro imponeva una diversa attenzione alla composizione e alla ..... CONTINUA A LEGGERE SU ARTSLIFE.IT

28 nov 2017

Caravaggio contemporaneo (di Francesco Zucconi, da DoppioZero)

Mai come oggi tanto attuale, Caravaggio. Ben più che attuale, se con questo termine si intende semplicemente “corrente”: contemporaneo. Per contare gli eventi dedicati, solo nel corso degli ultimi anni, al pittore di origine lombarda, non basterebbe un articolo intero. Di sicuro, non bastano tutte le dita delle mani che si trovano nei suoi dipinti, del resto quasi sempre impegnate a stringere un corpo, a sperimentare i limiti del senso del tatto, oppure a indicare qualcosa di indeterminato, qualcosa di ambiguo, presente, da qualche parte, nel visibile o nell’invisibile.

Limitandoci a due esempi recenti, si pensa prima di tutto alla mostra Dentro Caravaggio, inaugurata il 29 settembre a Palazzo Reale di Milano, dove dipinti come Salomé con la testa del Battista (1607 o 1610) e San Francesco in estasi (1597) sono esposti fianco a fianco con le loro radiografie, che invitano lo spettatore a scoprire la stratigrafia creativa dell’opera d’arte. In secondo luogo, si può ricordare la serie di dodici puntate, trasmessa su Rai 5, La vera natura di Caravaggio (2017), ideata e condotta da Tomaso Montanari: una puntuale ricostruzione del percorso artistico del Merisi e della traccia incisiva lasciata nella tradizione visiva seicentesca. Ma, a ben vedere, neppure una grande mostra come quella milanese e neppure un moderno “critofilm” sembrano sufficienti a contenere un’attualità che esorbita dai confini della storia dell’arte e si impone nel di scorso mediatico contemporaneo.

Rintracciamo citazioni di Caravaggio e forme di caravaggismo dappertutto: nei chiaroscuri delle drammatiche foto che ogni anno vincono il World Press o altri premi, scattate in luoghi lontani del mondo; nei gesti incarnati che hanno caratterizzano il salvataggio del piccolo Pasquale, intrappolato nelle macerie di una palazzina di Casamicciola, durante il terremoto di Ischia dell’agosto appena passato. Addirittura, si fa ricorso ..... CONTINUA A LEGGERE SU DOPPIOZERO.IT