Il blog CARAVAGGIO400, fondato nel 2009 da Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico in occasione del quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio, ha l'intenzione di attivare e creare un punto di approfondimento e discussione sull'opera di uno dei più grandi maestri della pittura seicentesca di cui far conoscere principalmente la sua opera e la sua arte ancor più che la sua vita e biografia, su cui troppo spesso si è concentrata l'attenzione dei media trascurando l'innovazione e il genio del grande pittore. Invitiamo tutti gli studiosi, appassionati e chiunque voglia dare un suo contributo ad inserire commenti e inviare segnalazioni a questo blog.

A cura di Michele Cuppone, Massimo D'Alessandro e Nicoletta Retico | CLICK HERE FOR ENGLISH VERSION

18 apr 2018

Presentazione del volume di Giovanni Careri "Caravaggio. La fabbrica dello spettatore", venerdì 20 aprile a Roma






Venerdì 20 aprile 2018 alle ore 17:30 presso Palazzo Carpegna, sede dell’Accademia Nazionale di San Luca, verrà presentato il volume Caravaggio. La fabbrica dello spettatore, di Giovanni Careri (Jaca Book, 2017). Dopo i saluti istituzionali di Gianni Dessì, Presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca, introdotti e coordinati da Francesco Moschini, Segretario Generale della stessa, interverranno Claudio Strinati, storico dell’arte, e Micol Forti, Direttrice della Collezione d'Arte Contemporanea dei Musei Vaticani. Sarà presente l’Autore. 
Il libro esplora da vicino la rivoluzionaria svolta stilistica attuata da Michelangelo Merisi (1571-1610) tra i secoli XVI e XVII, e lo fa attraverso i molteplici «specchi» con i quali questo straordinario pittore continua a metterci a confronto. Apprezzata per il realismo delle composizioni e per l’intensità della luce, la pittura di Caravaggio contiene una riflessione sull’atto del dipingere e sull’atto del guardare, un’elaborazione della questione molto attuale dell’immagine di sé, divenuta così luogo di sperimentazione che fa dell’altro uno specchio rivelatore. Careri rivolge uno sguardo ravvicinato ai singoli quadri come luoghi in cui si esercita un vero e proprio pensiero visivo, non solo attraverso ciò che essi rappresentano, ma per come essi presentano i loro soggetti. La gestualità dei personaggi, i loro sguardi, la luce e le forme, infatti, spingono lo spettatore a diventare il fulcro di un coinvolgimento affettivo, cognitivo e sensibile sino ad allora inedito nella storia della pittura: il quadro non è solo oggetto di visione, ma fabbrica dello spettatore, di forme del guardare, del sapere e del sentire (fonte: comunicato stampa). 

Giovanni Careri insegna all’École des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi e allo IUAV di Venezia. Lavora alla frontiera tra storia, teoria dell’arte, semiotica e antropologia. Tra le sue principali pubblicazioni in lingua italiana: Voli d’amore. Architettura, pittura e scultura nel Bel composto di Bernini (Laterza, Roma-Bari 1991); Il Barocco nel mondo (Le Lettere, Firenze 2002); La fabbrica degli affetti. La Gerusalemme Liberata dai Carracci al Tiepolo (Il Saggiatore, Milano 2010). In lingua francese ha pubblicato: La torpeur des Ancêtres. Juifs et Chrétiens dans la chapelle Sixtine (EHESS, Paris 2013), in corso di traduzione sia in italiano che in inglese.

'Ndrangheta, scoperti in Svizzera conti e quadro di scuola del Caravaggio

Singolare collegamento tra un'opera d'arte 'caravaggesca' recuperata presso Lugano e il furto della Natività di Palermo, che forse passò per la stessa città svizzera - come anticipato sabato 14 aprile da ilsussidiario.net (link)

Il Bacco degli Uffizi
Conti correnti e beni riconducibili alla famiglia di Santo Abossida, ritenuto vicino alla cosca Farao-Marincola di Cirò Marina (Crotone) sono stati individuati in Svizzera. Li hanno scoperti i carabinieri del Comando provinciale di La Spezia a seguito di un'indagine scattata nell'agosto scorso, che portò al sequestro di beni ritenuti riconducibili ad un'associazione dedita al traffico di stupefacenti di matrice calabrese. Come riportato dall'Ansa, dalla documentazione sequestrata è stato possibile individuare beni trasferiti all'estero attraverso la “Sc Athena Classica”, riconducibile a Bombina Abossida e Alicja Olszewska, sorella e moglie di Santo, morto alcuni anni fa. La società nella sua disponibilità aveva un quadro raffigurante “Bacco” attribuito alla scuola del Caravaggio: è stato localizzato nel caveau di un Punto Franco nei pressi di Lugano. Le ulteriori indagini condotte in Svizzera hanno permesso poi di individuare vari conti correnti e una cassetta di sicurezza con orologi e gioielli per un valore complessivo di 700mila euro (fonte: ilsussidiario.net).

14 apr 2018

"Caravaggio. 'Natività' rubata nel '69 a Palermo, la verità scomoda dei pentiti di mafia". Un articolo di Michele Cuppone su ilsussidiario.net

Nuove informazioni provenienti dai collaboratori di giustizia e contenute nei documenti della Commissione antimafia svelano la sorte del famoso quadro di Caravaggio


Della Natività del Caravaggio già nell’oratorio di San Lorenzo a Palermo, molto si è detto e scritto dopo il furto avvenuto nella piovosa notte tra venerdì 17 e sabato 18 ottobre 1969. Giornalisti, scrittori, storici dell’arte, pentiti di mafia … ognuno ha fornito una versione dei fatti, tra semplici ipotesi e menzogne gratuite, se non depistaggi. 
La verità su quel che accadde realmente, in relazione in particolare al movente del crimine (oramai prescritto), spunta fuori solo oggi, dopo quasi mezzo secolo. E questo grazie a indagini cui nuovo impulso è stato dato dalla Commissione parlamentare antimafia della trascorsa XVII legislatura, che ha appena rilasciato la relazione conclusiva delle sue attività. In tale occasione, si è convenuto di stralciare alcuni argomenti come l’uccisione di Mico Geraci, la morte di Attilio Manca e appunto il furto della Natività del Caravaggio, per farne oggetto di tre specifiche relazioni a parte (per quest’ultimo, il Doc. XXIII, n. 44). Quanto si pubblica di seguito integra attraverso fonti dirette la documentazione ufficiale, contenente stralci di interrogatori
La svolta sul Caravaggio, si deve principalmente alle confessioni incrociate e convergenti dei pentiti Gaetano Grado e Francesco Marino Mannoia – il secondo dei quali ha peraltro ritrattato quanto dichiarato in seno al processo Andreotti, quando testimoniò di aver rubato e poi bruciato egli stesso la tela oramai invendibile, per i danni subiti nel corso del maldestro furto. Ma la ricostruzione dei fatti si deve in gran parte a Grado, all’epoca latitante ma che di fatto circolava tranquillamente nel centro di Palermo che, per di più, sovrintendeva. 
Si apprende così che tutto nacque da quattro ladruncoli, ultimamente identificati e interrogati. Con estrema facilità essi si impossessarono del quadro, allora custodito, si fa per dire, da sistemi di sicurezza obsoleti e senza un allarme. Caricato su un Fiat 642, fu portato in una fabbrica di ghiaccio in disuso. Mannoia stesso, pur non partecipando alla sottrazione materiale a opera dei quattro ("quella sera – racconta – ero con una ragazza"), fu coinvolto nell’organizzazione del furto, facendo una prima ricognizione in oratorio. E all’indomani della sparizione del Caravaggio se ne tentò già la vendita con un potenziale acquirente che tuttavia, sgomentato anche per aver constatato alcuni danni, andò via adirato contro gli sprovveduti membri della gang. 
È dal lunedì 20 ottobre che entra in gioco cosa nostra, quando leggendo la notizia sulla stampa viene a conoscenza del valore incommensurabile dell’opera, da qualcuno stimata in oltre un miliardo di lire. Ed è amaro constatare che, nonostante posti di blocco e l’intensificarsi delle ricerche, la mafia arrivò dove lo Stato non riuscì; in soli cinque giorni dal furto, essa raggiunse e si fece cedere il dipinto dalla piccola banda di criminali – sfrontati al punto da chiedere una sorta di riconoscimento, che pure ottennero ("4 o 5 milioni", mentre alcuni di loro entrarono poi nelle stesse fila della mafia). Chi entrò in possesso de "’U Caravaggiu", come da lui sbrigativamente nominato, fu Gaetano Badalamenti, tristemente noto peraltro come mandante dell’assassinio di Peppino Impastato e a quel tempo rappresentante di tutte le famiglie mafiose siciliane. Egli, totalmente disinteressato all’aspetto estetico del capolavoro, vi guardò come una mera fonte di guadagno alla stregua di una partita di droga o di sigarette di contrabbando. Chiese di procurarselo a Grado, il quale si rivolse alla sua rete di contatti malavitosi, con un coinvolgimento di Stefano Bontade. Raggiunta l’ambita preda, vi furono alcuni passaggi da un nascondiglio palermitano all’altro, dalla vecchia ghiacciaia a una casa diroccata in un quartiere malfamato, a una cava in una grotta di San Ciro Maredolce, fino a Cinisi
Nel frattempo partono le negoziazioni con un anziano trafficante di opere d’arte venuto in Sicilia dalla Svizzera, probabilmente da Lugano. Questi, una volta a destinazione e messosi a sedere, "non faceva altro che guardare il quadro, e piangere. E Gaetano Badalamenti lo sfotteva. [...] Piangeva, piangeva... Gaetano Badalamenti l’ha preso per stupido". A ogni modo il dipinto prese la via degli stessi traffici illeciti diretti verso la Confederazione elvetica, caricato su un camion "di quelli per la frutta" [...]

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13 apr 2018

Il resoconto sul furto della "Natività" di Palermo, nella relazione conclusiva della Commissione parlamentare antimafia

Consultabile la relazione della Commissione antimafia contenente le prime informazioni ufficiali sulle indagini svolte intorno al furto della Natività di Palermo

Il servizio de "La Stampa" dedicato al furto della Natività, pubblicato nell'ottobre 1969

Pubblicata la relazione conclusiva della Commissione parlamentare antimafia, relativa all'appena terminata XVII legislatura. 
Il documento contiene uno specifico paragrafo – il 4.12, alle pp. 366-369  dedicato alle indagini sul furto della Natività di Palermo di Caravaggio, alla luce di recenti rivelazioni tra cui quelle dei pentiti di mafia Gaetano Grado e Francesco Marino Mannoia
Alcuni particolari della vicenda erano stati già anticipati, assieme a ulteriori dettagli inediti non ancora presenti nella documentazione ufficiale, in un articolo comparso sul primo numero di The Art Newspaper Daily a firma di Carole Blumenfeld e Michele Cuppone (link).
L'amara conclusione è che il capolavoro di Caravaggio, a partire dal 1970, si trova
al di fuori del nostro Paese e probabilmente lo è tuttora, in uno o più Paesi dentro e fuori l'Europa a causa della probabile, criminale scomposizione dell'opera in più parti, effettuata allo scopo di mimetizzarne la provenienza furtiva e massimizzare i proventi derivanti dalla vendita non di uno ma di più quadri, ciascuno parte di un capolavoro assoluto. Pertanto, a livello internazionale occorrerà una forte cooperazione giudiziaria e intergovernativa per seguirne le tracce e auspicabilmente arrivare un giorno a ritrovarla e restituirla alla città di Palermo, alla Nazione italiana e all’intero mondo della cultura.
Prossimamente una più nutrita relazione a parte, dedicata allo specifico argomento e contenente stralci dai verbali di interrogatorio dei collaboratori di giustizia, verrà diffusa sempre a cura della Commissione antimafia. Nel numero di domani (14 aprile) del quotidiano di approfondimento ilsussidiario.net, Michele Cuppone ne anticipa alcuni contenuti.

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Conferenza “Caravaggio: il mito” di Stefania Macioce, ad Arpino il 14 aprile



Il grande maestro della pittura del ‘600 Michelangelo Merisi da Caravaggio, tra i protagonisti mondiali dell’arte, sabato 14 aprile al circolo Tulliano di Arpino in via delle Volte, sarà al centro di una conferenza della prof. Stefania Macioce, docente di storia dell’arte alla Sapienza di Roma, autrice di saggi e volumi sul pittore lombardo. 
Alle ore 18, con gli interventi del sindaco Renato Rea e di Bruno Palmigiani, presidente del sodalizio fondato 132 anni fa, Massimo Struffi introdurrà la conferenza della prof. Macioce, di famiglia arpinate, intitolata “Caravaggio: il mito”.
Seguirà sabato 28 aprile, alle 18 presso lo stesso circolo, l'inaugurazione della mostra "Il mio Caravaggio" di Pietro Morricone, che resterà aperta fino al 2 maggio negli orari 15:00-18:00.
(Fonte principale: Il Messaggero).

Oggi a Siracusa incontro sul culto della "Madonna dei pericoli" e il suo rapporto con il soggiorno in città di Caravaggio